Museo Archeologico di Castro

"Antonio Lazzari"

Menu

News

Eccezionale scoperta archeologica nell’Italia meridionale: il MOLAB italiano chiamato ad analizzare i reperti rinvenuti negli scavi

sabato 20 novembre 2021

Dal 12 al 22 ottobre 2021, il MOLAB del nodo italiano di E-RIHS è intervenuto a Castro per il Progetto AthenaInColor “Ancient polychromy and technical know-how In Tarentine sculpture and architecture: The late classical and hellenistic sanctuary of Athena in Castro (Lecce)”.

Il progetto, tra i vincitori della prima call per l’accesso ai laboratori mobili di E-RIHS.it, vuole contribuire alla conoscenza del santuario di Atena portato alla luce negli scavi condotti (2014-2015), sotto la direzione scientifica di Francesco D’Andria, dal Comune di Castro in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Lecce e Brindisi.


IL SANTUARIO

Il santuario, dedicato alla dea Atena, è quello a cui Virgilio fa riferimento nell’Eneide (III, 506-553) come il primo approdo di Enea nella penisola italiana.
Le fonti antiche celebravano l’importanza e la ricchezza di quel luogo sacro, dove fin dal VII sec. a.C. furono dedicati tesori e armi.

Gli storici e gli archeologi hanno dibattuto fin dal XVI secolo sulla posizione esatta dell’Athenaion o Castrum Minervae, la cui ubicazione si credeva fosse a Leuca, Gallipoli, Otranto o anche Brindisi. Le recenti scoperte a Castro hanno posto fine a quel lungo dibattito.


IL PROGETTO

AthenaInColor è finalizzato a scoprire l’antico sapere artigianale delle botteghe tarentine che realizzarono a Castro la statua di Atena e il grande fregio “abitato” con animali e Vittorie. L’abilità degli scultori antichi nel lavorare calcare, carparo e pietra tenera viene studiata attraverso il riconoscimento e l’analisi degli antichi strumenti. Il progetto indaga in particolare l’uso dei colori impiegati sulla pietra ma anche la presenza di trattamenti utilizzati in antico per la conservazione e la protezione delle superfici.

Un secondo obiettivo è lo studio delle terrecotte architettoniche, relative ai tetti del tempio e dei vari edifici del santuario di Atena. MOLAB si propone di identificare i pigmenti e tecniche antiche, che saranno utili anche per riconoscere i centri di produzione.


GLI ISTITUTI COINVOLTI

Al progetto hanno partecipano ricercatori di CNR-ISPC di Firenze, Lecce e Milano e del CNR ISTI di Pisa.

Il CNR ISPC è stato coinvolto nello studio della policromia e dei trattamenti superficiali attraverso metodologie di indagine non invasiva che sono partite dalle tecniche fotografiche (es. imaging della fluorescenza ultravioletta) per la mappatura delle tracce. La mappatura è un processo preliminare molto importante, perché permette di indirizzare le indagini puntuali (in questo caso fluorescenza a raggi X, RAMAN, spettroscopia di riflettanza a fibre ottiche) che consentono di individuare la composizione dei materiali sia dal punto di vista elementale che molecolare.

Il CNR ISTI si è invece occupato dell’acquisizione dei dati e della realizzazione dei modelli 3D, utili per documentare e visualizzare le tracce di lavorazione sui materiali al fine di comprendere le tecniche di lavorazione degli antichi artigiani.


L’obiettivo di AthenaInColor

Con il progetto AthenaInColor si intende scoprire l’antico sapere artigianale delle botteghe tarentine che realizzarono a Castro la statua di Atena e il grande fregio “abitato” con animali e Vittorie. L’abilità degli scultori antichi nel lavorare calcare, carparo e pietra tenera viene studiata attraverso il riconoscimento e l’analisi degli antichi strumenti.

In dettaglio, il progetto indaga l’uso dei colori impiegati sulla pietra ma anche la presenza di trattamenti utilizzati in antico per la conservazione e la protezione delle superfici. Altro obiettivo del progetto è lo studio delle terrecotte architettoniche, relative ai tetti del tempio e dei vari edifici del santuario di Atena.
Il MOLAB si propone di identificare i pigmenti e le tecniche antiche, che saranno utili anche per riconoscere i centri di produzione.


Il contributo della rete CNR

Al progetto hanno partecipano ricercatori di CNR ISPC di Firenze, Lecce e Milano e del CNR ISTI di Pisa.

Il CNR ISPC è stato coinvolto nello studio della policromia e dei trattamenti superficiali attraverso metodologie di indagine non invasiva che sono partite dalle tecniche fotografiche (ad es. imaging della fluorescenza ultravioletta) per la mappatura delle tracce. La mappatura è un processo preliminare molto importante, perché permette di indirizzare le indagini puntuali, in questo caso fluorescenza a raggi X, RAMAN, spettroscopia di riflettanza a fibre ottiche, che consentono di individuare la composizione dei materiali sia dal punto di vista elementale che molecolare.

Il CNR ISTI si è invece occupato dell’acquisizione dei modelli 3D, destinati a registrare e visualizzare le tracce di lavorazione sui materiali al fine di ricostruire le tecniche di lavorazione degli antichi artigiani.

http://www.iperionch.eu/...|...u/molab/