Museo Archeologico di Castro

"Antonio Lazzari"

Menu

News

Risultati della campagna di scavi e ricerche 2020

sabato 23 gennaio 2021

Francesco D’Andria
Castro, fondo Capanne.
Risultati della campagna di scavi e ricerche 2020


Si concludono in questi giorni, con lo smistamento dei reperti ed il lavaggio dei materiali ceramici (più di 50 cassette), le attività della campagna 2020, iniziate alla metà del mese di ottobre.

Agli scavi, condotti su concessione del MIBACT al Comune di Castro, sotto la direzione scientifica del prof. Francesco D’Andria e con il coordinamento sul cantiere di Amedeo Galati, hanno partecipato i giovani archeologi Alessandro Rizzo, Emanuele Ciullo e gli operai Donato Merico e Luigi Bene.

Il finanziamento delle attività è stato assicurato, in massima parte, dal prof. Francesco De Sio Lazzari; un contributo è stato anche erogato da Rocco Giurgola.

Un vivo ringraziamento per il sostegno di queste attività si deve all’Amministrazione Comunale di Castro, nelle persone del Sindaco Luigi Fersini e dell’Assessore Alberto Capraro, che ha avviato un ambizioso Progetto di creazione del Parco Archeologico di Castro nell’area di fondo Capanne.

I principali risultati di questa campagna sono di seguito indicati:

A) Il muro del Tempio di Atena
Con lo scavo del grande riempimento (colmata messapica), relativo alle fortificazione del II sec. a.C., è stato possibile portare alla luce il muro M (seconda metà del IV sec. a.C.) che costituiva il muro di terrazzamento e didifesa dal vasto pianoro sul quale sorgeva l’Athenaion.

Il muro si conserva per una lunghezza di m. 23 e, nel tratto più a nord, sono stati messi in luce ben 9 filari di blocchi alti circa 45 cm, per un’altezza di 4 metri.

La parte inferiore della struttura è ancora interrata e si prevede che il muro sia conservato ancora per almeno 4 filari sino a fondarsi sulla roccia. I

l muro risulta così secondo per altezza tra tutte le fortificazioni messapiche, dopo il grande muro di Egnathia, alto 7 metri, con 15 filari di blocchi.


B) Le sculture
All’interno della colmata sono stati rinvenuti altri frammenti di scultura in pietra leccese, databili al IV sec. a.C.: una testa di figura femminile con capigliatura che scende ai lati del collo, che faceva parte del grande fregio a girali esposto nel Museo MAR di Castro.

Altri frammenti di panneggio, di dita delle mani e del basamento con i piedi che permettono di ricostruire una seconda statua in calcare, dello stesso tipo della statua di Atena, ma più piccola, di altezza ipotizzabile intorno ai due metri.


C)I vasetti votivi
Gli strati di riempimento della colmata hanno restituito centinaia di vasetti miniaturistici databili tra VIII e VI sec. a.C., riferibili alle fasi più antiche del santuario quando la divinità femminile venerata non era ancora indicata con il nome greco di Atena.

Questi piccoli vasi erano offerti come ex-voto dai fedeli che si recavano nel luogo di culto per offrire un oggetto che li legasse alla divinità dopo aver sacrificato un animale.

Di queste attività restano una grandissima quantità di ossa che saranno analizzate dall’equipe di Archeozoologia di Unisalento.