Museo Archeologico di Castro

"Antonio Lazzari"

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La ripresa degli scavi archeologici nel Santuario di Atena a Castro 2017

lunedì 18 dicembre 2017

Comunicato Stampa: Prof. Francesco D’Andria
Fotografie: Gianni Ruggiero, Laboratorio di fotografia Unisalento



Lo scorso 27 settembre sono riprese, con le necessarie operazioni di cantiere, le attività di scavo archeologico a Castro, nell’area dell’antico Santuario di Minerva, che erano state interrotte lo scorso anno. La campagna di scavo si è conclusa alla fine di novembre.

Gli scavi sono stati eseguiti, su concessione del Ministero dei Beni Culturali al Comune di Castro (Sindaco Luigi Fersini), con la direzione scientifica del prof. Francesco D’Andria e il coordinamento sul cantiere del dott. Amedeo Galati, con la partecipazione di operai (LuigiBene, Donato Merico) e di giovani archeologi (Emanuele Ciullo, Andrea Carrozzo, Andrea Chiuri, Vito Giannico Alessandro Rizzo), provenienti dall’area di Castro, che si sono formati presso l’Università del Salento (Dipartimento Beni Culturali e Scuola di Specializzazione in Archeologia) e che costituiscono un prezioso presidio a difesa del paesaggio e del nostro patrimonio culturale.

Nonostante le attuali ristrettezze economiche il Comune di Castro ha assicurato un contributo, ma gran parte delle attività è stata possibile grazie alla donazione di Francesco Lazzari, figlio di Antonio, il celebre geologo nativo di Castro ed eminente personalità scientifica dell’Ateneo napoletano. Grazie all’impegno di Francesco è stato anche possibile ristampare un volume introvabile di suo padre, un appassionante racconto della Grotta Zinzulusa in tutti i suoi aspetti, sia geologici che naturalistici che archeologici, che riporta, tra l’altro, la lettera dell’ultimo vescovo di Castro, Francesco Antonio Del Duca al re di Napoli Ferdinando IV, datata 30 ottobre 1793, mentre l’Europa era sconvolta dalle vicende della Rivoluzione francese. Il presule sosteneva di aver trovato il tempio di Atena nella Grotta Zinzulusa dove riconosceva nelle stalattiti le colonne dell’edificio di culto. La vendita dei volumi ha anche fornito ulteriori risorse per gli scavi.

I risultati di queste attività hanno superato qualsiasi aspettativa: si è infatti rinvenuto l’altare di tipo greco, in blocchi di calcarenite, decorato da un fregio dorico, l’unico in tutta la Puglia. All’interno erano stati deposti i resti dei sacrifici di fondazione, con una quantità eccezionale di ossa di animali, ora allo studio presso il Laboratorio di Archeozoologia di Unisalento, diretto da Jacopo De Grossi Mazzorin e di carboni relativi alle pire sacrificali, allo studio presso il Laboratorio di Paleobotanica di Unisalento, diretto da Girolamo Fiorentino. Si è accertato che gli animali sacrificati erano soltanto buoi e pecore e che i crani e la parte inferiore delle zampe erano destinate alla divinità: infatti sono le uniche ossa rinvenute nell’altare.

Migliaia di coppe in argilla testimoniano la devozione della gente comune che le usava per versare le libagioni di vino e di latte sulle ceneri del sacrifici. Altri oggetti più preziosi come statuette di bronzo e sculture in avorio confermano la testimonianza del celebre geografo Strabone agli inizi della nostra Era: “Il tempio di Atena presso i Salentini era noto per le sue ricchezze”.

Ma il Santuario ha restituito altri frammenti delle sculture (non ancora la testa della statua di Minerva), come il rilievo con la parte inferiore di una figura di Vittoria che si ricongiunge e completa il fregio già esposto in Museo: ora sappiamo che le lastre erano lunghe m. 1,80 e che dovevano far parte di una balaustrata con girali vegetali e figure di animali e di Vittorie in volo, a simboleggiare la forza della Natura e la potenza di coloro che frequentavano il Santuario, i Messapi, i Greci di Taranto e quelli provenienti dall’opposta e vicina sponda dell’Epiro.

Ora che i fondi sono terminati e che ancora c’è tanto da scavare è stata avanzata una richiesta di fondi straordinari alla Regione Puglia. Bisognerà anche provvedere all’acquisizione dell’area contigua al fondo Capanne, in modo da realizzare un vasto ed eccezionale Parco Archeologico.